TIBET KAILASH TREK

Un itinerario che porta dal cuore del Tibet alla mitica montagna sacra del Kailash fino a raggiungere le porte dell’antico Regno di Guge.
Il Tibet da sempre è stato descritto come un paese misterioso, proibito, magico e profondamente immerso nella sua religione. Nonostante le ultime vicende politiche, il fascino di questo paese è rimasto, contrariamente ai centri monastici, assolutamente intatto.
Oltre all’aria pura, anche se un po’ rarefatta, in Tibet si respira a pieni polmoni tutta la sacralità della filosofia buddhista. I monasteri sorgono in scenari naturali ideali per la meditazione e trasportano il turista stesso a rispettare oltremodo tutto ciò che vede.
Percorrendo lungo la catena Himalayana verso il Xinjiang incontriamo la montagna sacra del Kailash, dimora sacra degli dei: qui al fianco di pellegrini diversi per etnia, cultura e religione affronteremo la Kora, tre giorni a piedi intorno alla montagna. il contatto con queste genti è spontaneo ed anche se l’ostacolo linguistico sembra insormontabile, un saluto, “Tascidelè”, trasmetterà più simpatia.
Prima di entrare in Nepal ci concederemo una sosta al cospetto della cima piu alta del Mondo fermandoci al campo base dell’Everest.
 

PROSSIME PARTENZE


DURATA
Il viaggio dura 15 giorni e 14 notti
GRUPPO
Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 12 persone.

PREZZI


Prezzo a partire da: 3800 €         

ITINERARIO DI VIAGGIO


 

BENE A SAPERSI PRIMA DELLA PARTENZA

 

  • Visto e permessi: all’atto dell’iscrizione é necessario inviare scansione delle prime pagine del passaporto al nostro ufficio di Milano.

 

  • Questo itinerario é stato costruito e regolato nei tempi e nella distribuzione delle visite in seguito a decine di traversate effettuate negli anni sull’ altopiano tibetano. E’ particolarmente consigliato a coloro che, intraprendendo un viaggio, privilegino gli aspetti paesaggistici, folcloristici e culturali al puro confort delle sistemazioni alberghiere.

 

  • Materiale antigovernativo: preghiamo i signori partecipanti di non portare durante il viaggio in Tibet i testi reputati dalla Cina antigovernativi ad esempio: articoli di giornale a favore del Tibet libero, fotografie del Dalai Lama, testi sul Dalai Lama, la guida dell’EDT (Lonely Planet) sul Tibet con prefazione del Dalai Lama ecc.

 

  • Stagioni per un viaggio: l’altopiano tibetano, al di fuori della stagione invernale che va da fine novembre alla fine di marzo, offre un arco di mesi adatti per i viaggi, abbastanza ampio. Si potrebbe intanto dire che a seconda del tipo di viaggio o di sensibilità individuale un certo periodo può essere più adatto di un altro. Sicuramente per gli itinerari che tendono a mettere in luce soprattutto l’aspetto paesaggistico ed in prima linea le grandi montagne, i mesi migliori sono, normalmente, quelli primaverili (maggio e giugno), oppure quelli autunnali (fine settembre ed ottobre). Tra maggio e giugno possono esserci comunque passaggi di leggere perturbazioni. Il periodo centrale dell’estate, ovvero dalla metà di luglio alla fine di agosto, é la stagione dei monsoni. Le correnti umide in quella fase dell’estate diventano particolarmente forti e riuscendo a scavalcare il grande muro himalayano arrivano a riversarsi sull’ altopiano. Si tratta normalmente di temporali notturni che in genere non disturbano le visite turistiche giornaliere, ma, sicuramente, le masse di nuvole che stazionano sulla catena di montagne possono limitare la vista delle vette. I mesi migliori per la vista delle montagne sono quelli già citati, primaverili e autunnali, e sono anche i mesi più adatti (gli alpinisti lo sanno bene) per affrontare le grandi scalate. Nella stagione monsonica le piogge possono dar vita a frane e smottamenti perciò alcune strade minori possono essere chiuse al passaggio. Dunque un viaggio possibile nel mesi primaverili potrebbe essere non completamente fattibile nel cuore della stagione delle piogge.

 

  • Questione … Altitudine
Itinerario

 

  • Occorre innanzitutto sottolineare che il fenomeno della quota sull’ altopiano himalayano non é assolutamente rapportabile a quello che potrebbe essere in Europa. Intendiamo dire che stare in vetta al monte Bianco , a 4800 metri   e stare al campo base dell’ Everest a 5200 metri sono cose completamente diverse…….la seconda é molto più facile. Mentre in Europa le coltivazioni agricole possono arrivare fino a 1500 metri , ma non oltre, sull’ altopiano himalayano troviamo coltivazioni di orzo, patate, colza fino a 4300 -4500 metri. Sono dunque situazioni climatiche troppo diverse   e tutti possono constatare che anche ad alte quote l’ altopiano é spesso accogliente. Bisogna sfatare il problema “altitudine”. Senza dubbio esiste per il nostro corpo un momento critico necessario per l’ acclimatamento in quota, ma in genere é un processo naturale  che si compie  nell’ arco di poche giornate e  spesso  lo stato di disadattamento fisico é inferiore a quel che si sarebbe pensato. Sicuramente le scelte di sviluppo del viaggio da parte dell’ organizzazione sono molto importanti per agevolare l’ adattamento in quota. Prima di affrontare un viaggio in altitudine é sempre consigliabile un controllo medico preventivo. Avendo condotto centinaia di persone attraverso l’ altopiano, abbiamo  constatato che tutti coloro che siano in buono stato di salute possono affrontare senza problemi la quota. I casi di  coloro che, pur non avendo in precedenza particolari problemi fisici, non sono riusciti a  ritrovare in quota il giusto stato  di benessere  sono rarissimi, puramente casi eccezionali.

 

  • Difficoltà del viaggio: negli ultimi dieci anni il Tibet ha avuto cambiamenti enormi sotto il punto di vista turistico. I primi alberghi, nati nell’ 87, quando la trans- himalayana, la via detta dell’ Amicizia che unisce Tibet e Nepal venne terminata, sono stati recentemente risistemati e oggi sono delle sistemazioni abbastanza confortevoli.  Vi sono sicuramente degli alberghi che richiedono una buona capacità di adattamento perchè molto carenti sotto il punto di vista delle strutture igieniche. Nel caso specifico del nostro viaggio , di questo tipo  di sistemazioni che definiamo “carenti”, incontreremo gli alberghi di Samye e di Sakya  e  l’ albergo  sulla trans-himalayana nei pressi di Tingri e Xegar. Altre difficoltà particolari del viaggio sono legate alla rete stradale. Oggi la strada principale che collega le grandi città fino al confine nepalese é in buone condizioni ed é abbastanza scorrevole. Durante il nostro itinerario percorreremo  alcune  vie laterali e minori che sono ancora sterrate e quindi possono essere polverose. Il percorso a cavallo del confine é ,in caso di piogge, soggetto a frane. In stagione monsonica, tra luglio e fine agosto,l’ interruzione della strada a causa di frane talvolta comporta la necessità di compiere a piedi alcuni tratti; in questi casi per il trasporto dei bagagli vengono assoldati degli “sherpa” e in casi eccezionali potrebbe essere necessario viaggiare per alcuni chilometri su mezzi di fortuna ( camion) per superare i tratti interrotti dalle frane. La suggestione di questi percorsi é senz’altro impagabile, ma é sconsigliabile a chi non sia disposto ad accettarne i disagi.

 

  • Trasferimenti e tempi di percorrenza: le distanze ed i tempi  di percorrenza segnalati sul programma sono puramente indicativi. La variabilità di questi tempi é conseguenza delle condizioni del fondo stradale. I tempi possono variare da una stagione all’ altra e gli stessi interessi del gruppo in viaggio influiscono  sui tempi di spostamento in modo da renderli diversi di volta in volta. I tempi indicati si rifanno a viaggi fatti in precedenza dunque già tengono conto di soste panoramiche, soste a villaggi e non sono da intendersi come “puri trasferimenti ciechi” da un punto ad un altro. Un percorso particolarmente impegnativo sarà quello tra Kyrong (confine tra Tibet e Nepal) e la valle di Kathmandu. La discesa dall’ altopiano e il passaggio di vallata in vallata in Nepal rallenta molto la velocità di percorrenza. A questi fattori va aggiunto il tempo di passaggio della frontiera cinese e di quella nepalese Complessivamente la giornata comporta un viaggio di 10/12 ore da partenza ad arrivo.

 

  • Valige: preghiamo vivamente di evitare l’utilizzo di valige rigide che, essendo molto ingombranti, implicano grossi problemi di carico ed adattamento all’interno del vano bagagli dei bus locali e nel caso di eventuali trasferimenti a piedi sono difficilmente trasportabili sul dorso dai portatori! Occorrono borsoni (meglio se con ruote) oppure valige semi rigide.

 

  • Clima e abbigliamento: il Tibet , nei mesi precedenti l’ estate, ha un clima certamente inaspettato. Nelle annate normali, nei mesi di maggio e giugno, le temperature sono molto miti e gradevoli. Certamente può succedere che allo scavalcamento dei passi  e alle quote superiori a 4000 metri  i venti possano  essere particolarmente freddi  dunque la giacca a vento e,  per ogni eventualità ,un cambio pesante  é sempre consigliato ma in genere un abbigliamento fatto di magliette, maglie, pantaloni di peso medio é  sufficiente. Cosi come le giornate, anche le notti non sono particolarmente fredde.Per la parte nepalese invece l’ abbigliamento deve essere senz’altro leggero. Infatti il Nepal, nella stagione estiva , ha un clima caldo e un po’ umido. T.shirts, pantaloni leggeri o corti, scarpe leggere e una maglia per le  serate fresche.

 

  • Scelta degli alberghi:hotel di categoria 3 e 4 stelle nelle città e dove é possibile, guesthouse e case locali nelle zone rurali. Come tutti i viaggiatori sanno, le “stelle” degli alberghi nei Paesi in via di sviluppo sono indicative e non sono rapportabili agli standard europei!

 

 

  • Fotografia: ricordiamo che in Tibet la fotografia degli interni é spesso soggetta al pagamento di un biglietto o di un obolo che varia da interno a interno. In alcuni casi, come all’ interno del Potala,  del Jokhang e  in alcune sale del Tashilumpo vige il divieto di fotografare o filmare.

 

  • La cucina tibetana tradizionale ed antica  é sempre stata a base di elementi molto essenziali: burro di yak, farina d’orzo, latte, formaggi , alcune verdure di stagione,carne secca  di pecora o di Yak, riso e té della vicina Cina . Esiste una cucina tradizionale  un po’ più elaborata ed é quella della nobiltà tibetana che però risente di un forte influsso della cucina cinese. In tutti gli alberghi e in tutti i ristoranti del Tibet moderno  i piatti più diffusi sono quelli tipici della  Cina. La cucina tibetana é preparata solamente  in pochi ristoranti ad uso  prettamente turistico. Da alcuni anni a questa parte esistono anche alcuni ristoranti a conduzione privata con piatti di cucina mista nepalese-cinese. Durante il nostro viaggio molti pranzi saranno consumati durante i trasferimenti, saranno dunque pranzi pic-nic. Per quanto riguarda il Nepal, la cucina é varia, saporita e completamente diversa da quella cinese. Nella valle di Kathmandu i pranzi e le cene  sono sempre liberi e la possibilità di scelta é molto ampia. NB: i pasti in Kathmandu e nella sua valle sono lasciati liberi affinchè ognuno possa scegliere , a seconda dei propri interessi culinari o delle proprie esigenze, il ristorante o il tipo di cucina preferito.

 

  • Mezzi di trasporto: durante questo tipo di viaggio utilizzeremo dei pullman privati su tutta la porzione di territorio tibetano. Le strade in Tibet sono state, nell’ultimo decennio, rimodernate dal governo cinese e sono percorribili da qualsiasi mezzo. Sui pullman verrà effettuata la rotazione dei posti. Per la giornata di trasferimento dal confine cinese alla valle di Kathmandu, essendo la strada sterrata e soggetta a smottamenti, useremo invece dei mezzi fuoristrada. Nei periodi ad alto rischio di pioggia per il passaggio del monsone in Nepal (soprattutto luglio ed agosto) eventuali interruzioni della strada potrebbero comportare la necessità di percorrere alcuni brevi tratti a piedi oppure l’utilizzo (su tali brevi tratti) di mezzi occasionali.

 

  • Differenze orarie: Italia /Nepal   + 3.45, Italia /Tibet ( Cina) + 6, Nepal/Tibet ( Cina) + 2.15

 

  • Mance: per gli autisti e le guide. L’importo delle mance, che verrà raccolto dall’accompagnatore Kel 12, si aggira intorno a 50 o 60 usd per persona a seconda del numero dei partecipanti componenti il gruppo.

 

 

 

COMPOSIZIONE DELLA QUOTA

 

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,05 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale della quota pagate in valuta estera é del 100% dela quota base.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Volo di linea da Chengdu a Lhasa.
  • Trasferimenti dall’hotel di Chengdu all’aeroporto e dall’hotel Kathmandu all’aeroporto.
  • Sistemazione in camera doppia negli alberghi citati nel programma o similari.
  • Trattamento di colazione per tutto il tour (escluso durante il Kailash Trek che in pensione completa)
  • Mezzi di trasporto: In Tibet si utilizza un bus senza aria condizionata (non riteniamo importante l’uso di mezzi con aria condizionata sul territorio tibetano in quanto il clima secco e l’aria fresca rendono inutile tale accorgimento). Per la giornata di trasferimento dal confine cinese alla valle di Kathmandu sono previsti dei mezzi fuoristrada.
  • Visite ed escursioni come da programma solo in Tibet con guida locale tibetana parlante inglese
  • Ingressi per il Monte Kailash, Lago Manasarovar, Lago Peiku Tso, Mt Everest e Rongbuk monastery.
  • I permessi per viaggiare in Tibet inclusi il Kailash il Mt. Everest e fino alla frontiera di Keyrong.
  • Accompagnatore Viaggi Avventura Kel 12 per tutta la durata del viaggio da Chengdu a Kathmandu al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

 

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Il volo dall’Italia
  • Le bevande e le mance a guide, autisti e personale di alberghi e ristoranti.
  • Eventuali viste ed escursioni a Chengdu e in Nepal.
  • Tutti i pasti (esluso durante il trekking)
  • I visti d’ingresso che si ottengono in loco (Visto Nepal = 25 $).
  • Eventuali tasse d’imbarco estere in uscita dal paese.
  • Tasse aeroportuali e fuel surcharge.
  • Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nella voce “La quota comprende”.

 

Scarica qui il programma di viaggio completo


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Una risposta

  1. Gilardi italo / 27 04 2017

    Ho effettuato il medesimo percorso nel 1986, non esistevano nel trasferimento verso il Kailasa altro che tende personali il meteo detto,è abbastanza esatto salvo capricci come anche nevicate ,come alimentazione extra è stato il parmigiano ,portato portato n spedizioni alpinistiche
    Utilissima la conoscenza della lingua e la scrittura tibetano e contatti con i LAMA il linguaggio è quasi sempre in onorifico studiato in Italia con Studioso noto ,Guida con tudiosa BON di KTM

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