12 11 2015 Autore Nome: Sonia Sgarella Cognome: Sgarella

VERSO I CONFINI DEL MONDO: DAL PARCO NAZIONALE DI TORRES DEL PAINE ALLA TERRA DEL FUOCO

Chi raggiunge le coste meridionali del Cile e non dedica tempo sufficiente all’esplorazione del Parco Nazionale Torres del Paine è come se avesse letto un libro a metà. Cercate quindi di organizzarvi in modo da disporre di almeno quattro giorni per godere appieno delle meraviglie di questo spettacolare territorio.
In gran parte recuperato dall’eccessivo sfruttamento che lo ha visto, fino al 1959, territorio destinato al pascolo degli ovini, il Parco Nazionale Torres del Paine, dichiarato dall’Unesco, nel1978, Riserva della Biosfera, costituisce oggi il vanto del Cile, il più spettacolare parco dell’America del Sud nonché uno dei luoghi più belli al mondo.
Percorrerne i sentieri ben segnalati, dormire nei suoi comodi rifugi e godere delle viste mozzafiato che può regalare è consigliato a chiunque: non è necessario infatti essere esperti escursionisti né particolarmente allenati bensì è fondamentale dotarsi di un buon equipaggiamento che permetta di far fronte ai repentini cambiamenti climatici a cui l’area è particolarmente soggetta.
L’itinerario più popolare è sicuramente il cosiddetto circuito “W” il quale, come suggerisce il nome, si sviluppa lungo un percorso a forma di “W” attorno alle vette principali del parco, le quali costituiscono l’elemento di maggiore attrazione.
Partendo dall’ Hosteria Las Torres, dalla parte dell’ingresso orientale al parco, in quattro ore di cammino è possibile raggiungere il Mirador Las Torres, il miglior punto panoramico da cui ammirare le tre meravigliose torri granitiche che si stagliano verticalmente verso il cielo.
Mentre le prime tre ore di cammino, risalendo lentamente la valle del Rio Ascencio, risultano sempre abbastanza facili da percorrere, gli ultimi 45 minuti sono quelli che vi metteranno a più dura prova regalandovi però, una volta arrivati in cima, uno spettacolo che vi lascerà senza parole.
La prima notte è consigliabile passarla nel Refugio El Chileno, situato circa a metà strada tra il Mirador e l’Hosteria e da cui sarà comodo partire, il giorno dopo, alla volta del Refugio Los Cuernos che prende il nome dalle omonime montagne. (7 ore circa)
La terza tappa sarà dunque la Valle Francese, forse il tratto più bello del circuito che si estende tra il massiccio del Paine Grande ad ovest (3050 m.) e la catena de Los Cuernos ad est, immediatamente riconoscibile per la spettacolarità dei suoi picchi di colore nero. Terminate al Rifugio Paine Grande o, se avete tempo, al Rifugio Grey.
Per finire in bellezza non vi rimane altro che raggiungere l’enorme ghiacciaio del Lago Grey per ammirare l’ennesima meraviglia che il parco ha da offrire. Dirigetevi infine al Lago Pehoe e salite sul catamarano diretto a Pudeto (3 corse al giorno; verificare gli orari) per fare ritorno a Puerto Natales.
Il percorso, in mancanza di tempo, può essere ridotto a tre giorni saltando la parte del Lago Grey.

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