13 04 2016 Autore Nome: Filippo Salvioni Cognome: Salvioni

QUEENSTOWN, UNA PERLA AGLI ANTIPODI

Come è ormai consuetudine, attraverso questi brevi post che trovate sul nostro sito di ViaggiAvventura.it, io e i miei colleghi tour leaders vogliamo idealmente prendervi per mano e portarvi con noi alla scoperta di alcuni dei luoghi più incredibili e stupefacenti del nostro pianeta. Vi abbiamo parlato di tramonti mozzafiato in Africa, di scenari rigogliosi in Asia, di culture millenarie dell’America Latina e molto altro ancora, ma oggi io vorrei portarvi lontano, molto lontano, dall’altra parte del globo e più precisamente in Nuova Zelanda.

Pensando a questa terra sconosciuta e mistica, la mente non può che iniziare subito un lungo viaggio: deve percorrere oltre 18.000 km, ma in realtà non si fermerà certamente ad una mera distanza chilometrica, inizierà piuttosto a volare indomita verso distese incontaminate, grandi oceani, altezze irraggiungibili e a rifocillarsi con ampie boccate di libertà.

Siete in Nuova Zelanda. Siamo agli antipodi.

“Ma siamo sicuri che tutto questo non sia un sogno?!?”

Dall’altra parte del mondo non si sta sempre a testa in giù, eppure la mente è offuscata, ci ritroviamo proiettati in attimi ovattati, fatti di un mix confuso tra sogno e realtà. La mente continua il suo lungo viaggio; l’aria è pura e leggera e risuona di quei fragori che i ciuffi di vento creano ricorrendosi l’uno con l’altro, incontrando ora una parete, ora il vuoto infinito d’oceano, le stelle piano piano si alzano, un cumulo indefinito di vapore svanisce, la testa gira sempre più velocemente e in poco tempo i paesaggi surreali de Il Signore degli Anelli si aprono davanti ai nostri occhi.

“Ma allora la Nuova Zelanda esiste davvero…”

Ciò che abbiamo davanti è uno spettacolo grandioso. Un’isola, un puntino allungato naufrago nell’Oceano più vasto, un luogo tutto da scoprire, fatto di antiche foreste, alte vette, terre vergini incorniciate da un mare turchese cristallino e una cultura millenaria.

Siamo nella terra dei maori, degli All Blacks, dell’haka e del kiwi, il celebre e un po’ buffo uccello, simbolo nazionale, che ha scelto questa parte di mondo come sua unica dimora. Non ha le ali per poter volar via, ma non credo che sia questa la vera ragione per cui lo troviamo solo qui: basterebbe un primo sguardo dall’alto ai paesaggi variegati di queste terre per capire che, forse, anche noi non avremmo cercato altro modo per cambiare casa. E’ già così bella questa.

E’ l’isola ribattezzata “la Terra della lunga nuvola bianca”, ma in realtà si tratta di due isole, separate l’una dall’altra dallo Stretto di Cook.

Un’isola, due terre e due personalità ben distinte.

L’Isola del Nord, quella maggiormente abitata, è chiamata non a caso “isola fumante” per i suoi maestosi coni vulcani che costellano un terreno dipinto con mille sfumature colorate, dove geyser e fumarole sorgono numerosi lungo le antiche colate laviche. L’Isola del Sud, invece, nasconde il volto più vero e selvaggio della Nuova Zelanda, dominato dalle vette più alte, dai ghiacciai più estesi e dai laghi più azzurri: proprio qui è possibile trovare alcuni dei paesaggi più spettacolari del pianeta, tra profondi fiordi e picchi montuosi irradiati da una luce tanto irreale quanto affascinante.

In questo lembo di terra ai margini più remoti del nostro pianeta, spicca più lucente di tutte le altre, la cittadina di Queenstown. E’ uno dei centri principali di tutta l’isola, visitato ogni anno da milioni di turisti provenienti da ogni dove, conosciuto soprattutto come la patria natìa degli sport estremi. Questo piccolo centro situato sulle sponde del lago Wakatipu, è la Mecca mondiale di tutti gli sports outdoor e come tale ogni vero appassionato deve visitarla almeno una volta nella vita.
E’ un dogma di vita. Forse anche religioso.

By Filippo Salvioni

Ti è piaciuto quello che hai letto? Lascia la tua opinione.

css.php
Vai alla barra degli strumenti