16 03 2016 Autore Nome: Sonia Sgarella Cognome: Sgarella

PUNJAB: LA TERRA DEI SANTI GUERRIERI

Tutt’attorno al Tempio d’oro la città di Amritsar consiste di un grande bazar a cielo aperto: negozietti che vendono ogni genere di mercanzia, dalle spade cerimoniali ai sandali fatti di cuoio e tessuto passando per tanto tanto abbigliamento.
Mentre sarà improbabile che vi faranno salire su un volo internazionale con un pugnale in valigia, è molto più facile che vi permetteranno di passare i controlli con indosso uno dei bracciali sacri che costituiscono uno dei cinque simboli dell’appartenenza alla comunità sikh. Ne troverete a quantità industriali venduti sulle bancarelle più vicine al tempio e tra le vie del Kathian Bazar dove, oltre a questo, vengono commerciati tantissimi altri prodotti di latta e di acciaio.

La città conta poi davvero un gran numero di sartorie e di negozi d’abbigliamento dove potrete lustrarvi gli occhi con alcuni meravigliosi abiti femminili, abiti per le nozze e fantastiche calzature fatte a mano, le quali costituiscono forse l’unico capo indossabile e sfruttabile anche in occidente. Non perdete l’occasione per sbizzarrirvi negli acquisti!

Nel caso in cui però – mi rivolgo soprattutto alle donne – siate interessate a comprare un abito tradizionale, allora siete nel posto giusto per trovare il “punjabi dress” che fa per voi! Conosciuto anche con il nome di salwar kameez, l’abito di cotone più utilizzato dalle donne del Punjab e comunque diffuso in tutta l’India, è costituito di tre parti: il salwar (pantalone largo e comodo che si stringe solo all’altezza della caviglia), la kurti o kameez (camicia lunga fino all’anca o al ginocchio con due spacchi laterali e maniche che coprono il gomito) e la dupatta (stola coordinata con i pantaloni che viene indossata dal davanti e lasciata cadere sulle spalle). La versione maschile non prevede l’utilizzo di quest’ultima.

By Sonia Sgarella

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