29 04 2015 Autore Nome: viaggiavventura Cognome: Avventura

ANTICO E MODERNO SI FRONTEGGIANO A SHANGHAI

Shanghai è l’esplicazione in progress di quello che i cinesi desiderano per il loro futuro e di ciò che vogliono mostrare al mondo occidentale.

Il fiume che l’attraversa, lo Huangpu, un affluente dello Yangtze (il Fiume Azzurro) è una cesura storica.
Ad ovest Puxi è la memoria antica di Shanghai, la città della concessione inglese e di quella francese, dei palazzi decò inizio secolo eleganti ed imponenti, il cuore coloniale.
Ad est del fiume, Pudong è il futuro nato negli ultimi vent’anni dagli argini limacciosi del corso d’acqua. Un tempo qui c’erano campagne e baracche fatiscenti, regno dei rifiuti della società di allora: immigrati, miserabili, gangster, prostitute. “Hic sunt leones ” sembrava leggersi dai vecchi traghetti scalcagnati che attraversavano in “carontica” alternanza le acque. Ma dagli anni ’90 del secolo scorso il “lato sbagliato del Huangpu” è diventato il luogo del miracolo cinese, la risposta Han (l’etnia maggioritaria in Cina) al lusso sfrenato dell’altra riva.

Ad ovest oggi i nuovi protagonisti occidentali, dopo i coloni inglesi e i francesi, sono gli chef stellati, Robuchon, Colagreco, Bombana, Vongerichten, e le griffes del fashion che si contendono una lussuosa sistemazione nei sontuosi palazzi del Bund. Così il lungofiume è chiamato con un termine anglo-indiano derivato da bunding, la riva paludosa dove giunche e navi oceaniche scaricavano le loro merci fra varia umanità caotica di ambulanti, mendicanti, facchini.
Adesso la banchina in cemento e legno brulica di una marea variopinta di famiglie cinesi in vacanza, giovani coppie che si fanno selfie, baracchini di bibite e souvenirs.
Oggi come allora, dominano la scena il mitico Peace Hotel, un tempo Cathay, simbolo del potere e della ricchezza (fatta con l’oppio) della famiglia Sassoon, forse il più bell’albergo decò di tutta l’Asia, la Bank of China degli anni ’20, su progetto inglese ma resa “cinese” con un tetto a pagoda, la Dogana tutt’ora in funzione, la Hong Kong and Shanghai Bank dalla facciata solenne. Ai piani bassi, mall di un lusso raffinato, ai piani alti i templi della gastronomia internazionale.

Aldilà del fiume, la Cina del XXI secolo fronteggia questa nuova colonizzazione: ha disegnato e tutt’ora disegna con una velocità prodigiosa uno skyline degno delle grandi metropoli, una selva di cristallo e acciaio forgiata dalle archi-star che tocca il cielo.
I grattacieli di Pudong guardano gli antichi palazzi di Puxi e catalizzano l’attenzione dei passanti del Bund: sono loro l’oggetto di tante foto e lo sfondo dei selfie; sono i numeri di queste mirabolanti imprese architettoniche a fare di Shanghai – più dei 26 milioni di abitanti – un’icona metropolitana assoluta, che rivaleggia in Asia con Tokyo, Hong Kong, Singapore.

I cinesi, vuoi per orgoglio, vuoi per affezione, sono attratti dal “decano” di questi giganti, la Oriental Pearl Tower, detta Tv Tower. Sembra il puntale di un albero di Natale ed è “vecchia” di vent’anni, alta “solo” 468 metri. Evitate di salirvi, fareste una coda interminabile per il motivo di cui sopra. E’ imperdibile, invece, un’ascesa all’SWFC (Shanghai World Financial Center), 492 meri e una curiosa forma ad apribottiglie. Al 100° piano si arriva alla base del gigantesco buco trapezoidale, deciso in corso d’opera, perché originariamente doveva essere tondo ma venne giudicato troppo filo-giapponese dato che ricordava il Sol Levante. Qui un tunnel completamente trasparente vi darà l’impressione di passeggiare galleggiando sopra la città. E’ anche un punto di vista straordinario sulla cima a pagoda della Jinmao Tower che ospita l’attuale albergo più alto del mondo. Vedrete poi un vero prodigio della gravità. La Shanghai Tower ha forse un nome un po’ scontato, ma è un cilindro sottilissimo di vetro alto 632 metri, che ha perso in corsa il primato di edificio più alto del mondo (il Burj Khalifa di Dubai gliel’ha soffiato), ma resta il più alto della Cina e ospiterà presto l’albergo più alto del mondo.

Vi gira la testa? Scendete sulla Pudong Riverside Promenade. Due chilometri, di fronte al Bund, fitti di locali perfetti per sedersi, fare un brunch ed osservare dal futuro gli antichi fasti.

Elena Bianco
foto: Elena Bianco

2 Risposte

  1. Giuseppe De Pascale / 01 05 2015

    Ci sono stato nel 1985, nel 1993 e nel 2006; che dire: una città splendida! nell’arco di venti anni abbiamo visto trasformazioni “esagerate”!!! Spero di ritornarci ancora!!!!

  2. Annamaria maiello / 01 05 2015

    Posso avere notizie più dettagliate su questo viaggio?itinerario,durata,costi,partenze.grazieeee

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