DA ASMARA ALLE ISOLE DAHLAK

Un viaggio in tre tappe, alla scoperta dell’Eritrea. Punto di partenza Asmara, con la sua architettura tipicamente italiana, le case in stile Impero, le insegne che ricordano il Bel Paese. Quasi un set di un film felliniano, dove anziani signori, in abito bianco e paglietta coloniale, passeggiano appoggiandosi a sottili bastoni di bambù e sorseggiano il caffè in un bar dal nome italiano. Poi c’è Massawa, l’ambitissimo porto sul Mar Rosso, conteso per secoli da Portoghesi, Arabi, Egiziani, Turchi, Inglesi e Italiani. Un centro di commercio che ha visto passare di tutto: schiavi e perle, giraffe e struzzi, mirra e incenso. E che, ancora oggi, affascina i viaggiatori per il suo stile un po’ decadente. Infine, le isole Dahlak, da scoprire con una minicrociera di tre giorni. Un arcipelago arido, spoglio e pianeggiante, con una barriera corallina, però, da fare invidia. Non a caso è uno dei luoghi prediletti al mondo da chi pratica snorkeling o fa immersioni.

PROSSIME PARTENZE


DURATA
Il viaggio dura 11 giorni e 9 notti
GRUPPO
Partenza garantita con minimo 6 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

PREZZI


Prezzo a partire da: 3430 €         

ITINERARIO DI VIAGGIO


Itinerario
1° Giorno
Milano - Asmara, via scalo internazionale
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea Egypt Air sul Cairo e proseguimento per Asmara. L’arrivo è previsto il mattino successivo intorno all’una di notte.
2° Giorno
Asmara
Disbrigo delle formalità doganali e trasferimento in hotel. Alcune ore a disposizione per riposare. Giornata dedicata alla visita dei luoghi e monumenti più significativi della città. Situata sull'altopiano a 2.355 metri di altezza, Asmara presenta l'architettura tipicamente... continua
3° Giorno
Asmara - Massawa
Prima colazione in hotel. In mattinata, se possibile, partenza lungo una strada “nuova” estremamente panoramica che solca come una ferita un territorio prima di verdi colline, isole di eucalipti e ripide scarpate poi sempre più arido, aspro e torrido. Si percorrono i... continua
4° Giorno
Massawa - Arcipelago delle Isole Dahlak
Dopo la prima colazione trasferimento al porto e partenza con barca a motore privata per le Isole Dahlak, un insieme di circa 350 isole (in realtà solo 209 costituiscono veramente l’arcipelago!) in gran parte aride, spoglie e pianeggianti situate su una bassa piattaforma... continua
5° Giorno
6° Giorno
7° Giorno
Isole Dahlak - Massawa - Asmara
Per questa giornata possiamo organizzare l’escursione ad Adi Quala (permessi da richiedere in loco) ed al Sacrario di Daaro Khonat, in fuoristrada, escursione che prende tutta la giornata oppure prolungare la crociera di un giorno rientrando ad Asmara la mattinata successiva,... continua
8° Giorno
Asmara
Prima colazione ed intera giornata a disposizione per relax e visite individuali. Asmara è una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell'utopia. Un luogo... continua
9° Giorno
Asmara - Qohaito - Asmara
Dopo la prima colazione partenza per l’escursione alla vicina Qohaito (2.700 m s.l.m.). Un dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe,... continua
10° Giorno
Asmara - Keren - Asmara
Partenza per Keren lungo una ripida e spettacolare strada che scende dall'altopiano fino a questa cittadina a quota 1.220 m, crocevia di quanti si recano a Khartoum, in Sudan, o da qui arrivano in Eritrea. Lungo la discesa si notano i primi baobab e le acacie ombrellifere... continua
11° Giorno
Asmara - Milano, via scalo internazionale
Partenza con volo notturno di rientro a Milano Malpensa, via Cairo. L’arrivo a Milano è previsto a fine mattinata. 1. Chiesa Cattolica di Keren 2. Asmara 3. Spiaggia alle isole Dahlak

 

BENE A SAPERSI PRIMA DELLA PARTENZA
  • Per ragioni tecnico-operative l’itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.

 

  • Hotel: L’attribuzione delle stelle agli alberghi non corrisponde agli standard europei. Fuori Asmara, quasi sempre, nonostante siano sistemazioni semplici gli hotel proposti sono tra i migliori disponibili, ma a volte, causa la mancanza di energia elettrica, anche in questi può capitare che non sia disponibile elettricità e quindi acqua calda. Inoltre, in alcuni alberghi, può essere carente la gestione della manutenzione, in particolar modo nei locali da bagno. A Massawa non esiste l’acqua calda. Non tutti gli hotel dispongono di camere twin.

 

  •  Alle Isole Dahlak 3 notti sono in campi mobili pre-allestiti: il campo é organizzato con tende igloo m. 3,00 x 3,00 x 1.80 con copertura impermeabile (ogni due persone) al cui interno ci sono due lettini da campo, sacco a pelo leggero e cuscino. E’ prevista una doccia da campo con acqua riscaldata al sole (tipo “bucket shower”) e un “bush toilet-wc” da campo a seduta.
  • E’ incluso tutto l’equipaggiamento da campo (tavolo da pranzo, sedie, lampade, ghiacciaia). Il campo viene montato dallo staff locale normalmente prima dell’arrivo dei clienti.
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  • Per questa avventura sarà utilizzata una lancia veloce, ed ai partecipanti saranno richieste particolari capacità di adattamento, in quanto non sarà possibile consumare un pasto caldo a metà giornata nè usufruire di servizi igienici durante la navigazione. In compenso, i tempi di trasferimento da un’isola all’altra, tempo e mare permettendo, saranno ridotti rispetto a quelli del tragitto con il sambuco od altra imbarcazione similare.

 

 

  • L’economia del paese attraversa un momento di grossa difficoltà. I prezzi delle materie prime e del carburante sono alle stelle. Ci vediamo costretti a lasciare i pasti liberi (ad esclusione delle Dahlak dove provvederemo a fornire tutti i pasti grazie alla cambusa e all’integrazione viveri dall’Italia) in modo da organizzarli in loco con l’aiuto del Tour Leader e della guida locale; ognuno spenderà in base a quello che realmente consuma, prevedere la spesa in anticipo sarebbe davvero un costo troppo elevato. Un pasto (primo, secondo e contorno, frutta o dolce, the o caffé, una bevanda locale) costa attualmente 800 Nakfa, pari a circa 40 euro. Conoscendo le proprie abitudini alimentari sarà più facile gestire i pasti e allo stesso tempo i costi.

 

  • Prevediamo la pensione completa durante le giornate sulle isole dell’arcipelago: i pasti saranno piacevoli ma semplici cucinati dal cuoco del campo. Principalmente si cucinerà pesce appena pescato.

 

 

  • Escursione e soggiorno alle Isole Dhalak. Per ragioni tecnico-operative il programma finale viene deciso giornalmente dal comandante in base alle condizioni atmosferiche, del vento e del mare; quindi può succedere che sia modificato l’itinerario, che cambi l’ordine delle visite e/o certe escursioni siano sostituite con altre. Essendo previsti spostamenti in barca in mare aperto é utile ricordare che puo’ essere utile portarsi qualche prodotto contro il mal di mare.

 

  • Il bagaglio deve possibilmente essere costituito da sacche morbide di max 15-20 kg in totale. Portare vestiti semplici per il soggiorno alle isole, da non dimenticare una torcia, il costume, la crema protettiva e un capo per proteggersi dal “vento” e dall’acqua.

 

  • Guide-accompagnatori locali. In generale, pur non essendo comparabili alle guide locali che si trovano in altri Paesi a livello di conoscenze di storia, arte ed architettura, sono comunque valide ed indispensabili. Per loro formazione socio-culturale sono riservati quindi si consiglia di sollecitare le spiegazioni con domande piuttosto che aspettare che siano loro a dare le spiegazioni. Parlano un buon italiano.

 

  • Considerando la destinazione ed il viaggio é necessario armarsi di una buona pazienza e flessibilità, vivendo ogni momento anche eventuali disguidi e ritardi, come un’occasione per conoscere questa magnifica regione, consapevoli che ogni situazione può offrire magici spunti.

 

 

  • Tempo di partire – breve cenno al clima (per informazioni dettagliate vedere le informazioni sul Paese). Anche se oramai é sempre più difficile parlare di stagioni ed ogni stagione é di per sè speciale in quanto offre sempre uno spettacolo unico, in generale si può dire che le condizioni climatiche variano notevolmente a seconda della regione e dell’altitudine: gli altopiani montagnosi offrono un clima temperato influenzato dai monsoni stagionali (piccole piogge in marzoaprile, grandi piogge in luglioagosto). Il periodo migliore va da ottobre ad aprile-maggio in quanto ad Asmara da luglio a metà settembre normalmente é stagione delle piogge mentre a Massawa tra giugno e settembre le temperature possono superare i 50°C con un alto tasso di umidità (vedere informazioni generali per maggiori dettagli).

 

  • APPROFONDIMENTO DAHLAK: Le Dahlak sembrano zattere appena emergenti dalle onde. Le spiagge sono bianchissime perchè costituite esclusivamente dalla distruzione del calcare delle barriere coralline. Ampi tratti della loro costa sono costituiti da basse falesie scavate alla base a formare spioventi di preoccupante stabilità. Alla base della loro origine c’é l’erosione causata dal moto ondoso, accoppiato al pascolamento di molluschi gasteropodi che grattano la roccia alla ricerca delle alghe di cui si nutrono. La presenza di queste strutture, in alcuni punti molto al di sopra del livello del mare o a 10-20 m di profondità, anche pesci di grande importanza economica. Il legno delle mangrovie é inoltre l’unico facilmente disponibile in un ambiente costiero quasi desertico e un progetto già iniziato sulla costa si propone di ripopolare alcune zone che erano state troppo sfruttate in passato. L’interno delle isole é dominato dal monsone di nord-est che risale d’inverno lungo il Mar Rosso, portando pioggia a tutta la metà meridionale. Sono meno di 200 mm all’anno, ma tanto basta per rinverdire le isole. Le Dahlak rientrano in quella che i fitogeografi chiamano “arbusteto e prateria arida etiopica”, ma non vi sono mai state ricerche botaniche approfondite e le più autorevoli risalgono  ancora a quelle fatte alla fine dell’ottocento da Achille Terracciano, dell’Università di Sassari, che visitò una decina di isole e vi raccolse più di cento specie. Anche la fauna é stata poco studiata e se non ci si sorprende per la presenza di una decina di specie di rettili, diverso é il caso per tre specie di anfibi. Infatti non possono sopravvivere nell’acqua marina e devono essere giunti in zona quando, durante l’ultima glaciazione, la piattaforma rocciosa che comprende le Dahlak era collegata alla terraferma per l’abbassamento del livello del mare. Poche le specie di mammiferi: ratti neri, gatti e gazzelle, un paio di specie di pipistrelli, topi e toporagni ancora da identificare e in apparenza nient’altro. Tutto ciò che forse un tempo abitava le isole si é probabilmente estinto per il progressivo inaridimento e per l’azione diretta dell’uomo contro quelle specie che potevano essere un pericolo per sè e per le sue greggi.

 

  • L’ORIGINE DELLE ISOLE: Le più di 200 Dahlak sono vere figlie del Mar Rosso. Infatti a differenza di tante isole che sono frammenti di continente o resti di vulcani, le Dahlak si sono formate da barriere coralline emerse a causa dei movimenti che riguardano la separazione della zolla arabica da quella africana. Tale separazione raggiunse uno sviluppo simile a quello attuale durante l’Oligocene (38-24 milioni di anni fa) formando un mare che era allora collegato a nord con il Mediterraneo e non a sud con l’Oceano Indiano. Alla fine del Miocene, tra i 5,7 e i 5 milioni di anni fa, il movimento verso nord dell’Africa quasi chiuse lo stretto di Gibilterra, rallentando lo scambio di acque con l’Oceano Atlantico. Molta più acqua evaporava allora di quella che entrava come una cascata dallo stretto di Gibilterra, il livello del mare si abbassò e la salinità aumentò. Sul fondo si depositarono allora enormi strati di sali che sotto le Dahlak raggiungono uno spessore di anche più di 3 chilometri. Successivamente si chiuse il collegamento tra il Mar Rosso e il Mediterraneo e si aprì a sud una comunicazione con l’Oceano Indiano. Pian piano l’erosione delle coste ricoprì i depositi salini con uno strato di argille, sabbie e ghiaie. I complessi movimenti della litosfera collegati alla separazione tra l’Africa e la penisola arabica portarono ad un graduale sollevamento della piattaforma che comprende le Dahlak e, quando il fondale marino non fu più profondo di 50 metri, iniziò la formazione delle spesse barriere coralline che costituiscono ora le rocce delle Dahlak. Il processo di accrescimento dei coralli ebbe luogo soprattutto nell’ultimo periodo interglaciale, tra i 200.000 e i 120.000 anni fa,. e un po’ intorno agli 80.000 anni orsono, ma si interruppe quando, in contemporanea con l’ultima glaciazione (10.000 anni fa), l’acqua si raffreddò e il livello del mare calò esponendo all’aria le barriere coralline. Con lo scioglimento dei ghiacciai il livello del Mar Rosso riprese a salire, ma raggiunse il livello attuale solo 5000 anni fa dando alle Dahlak l’aspetto che conosciamo. I coralli che si ammirano oggi alle Dahlak sono perciò di origine recentissima. La vera e propria formazione delle isole dipese però da movimenti tettonici locali, ancora in atto, causati dalle masse di sale sottostanti rocce sedimentarie più pesanti. Quando infatti si formava una faglia, una frattura negli strati rocciosi, le rocce pesanti sovrastanti gli strati salini potevano inclinarsi formando zone più elevate, le isole, e zone di mare più profondo.

 

  • IL MARE: Le isole Dahlak politicamente fanno parte dell’Eritrea e si trovano nella parte meridionale del Mar Rosso. Questo mare, per quanto relativamente piccolo, viene considerato dai geologi un vero e proprio oceano in formazione, a causa della separazione della placca africana da quella arabica, un processo simile a quello che ha formato l’Oceano Atlantico. La forte insolazione dovuta alla posizione tropicale e alla scarsa copertura nuvolosa fanno del mare delle Dahlak uno dei più caldi del mondo, con una temperatura dell’acqua che varia tra i 26°C del periodo invernale e i 32°C di luglio e agosto. Anche la salinità, 38 per mille alle Dahlak, é elevata, come conseguenza della forte insolazione, del relativo isolamento dall’Oceano Indiano e della mancanza di fiumi permanenti. Le acque delle Dahlak sono biologicamente più ricche e produttive di quelle ben più famose del Mar Rosso settentrionale perchè le Dahlak emergono da una bassa piattaforma continentale e i venti e le correnti locali riescono a smuovere dai fondali i sali necessari allo sviluppo del plancton. Inoltre, per molti mesi all’anno una corrente costante entra dall’Oceano Indiano portando acque più ricche. Una conseguenza dell’abbondanza di plancton però é che le acque sono spesso molto torbide. Solo d’estate la visibilità migliora perchè allora predominano venti da nord che spingono verso le Dahlak l’acqua più limpida del Sudan. Grandissima é la varietà biologica del Mar Rosso e le acque delle Dahlak ne sono una dimostrazione. Elevato é anche il grado di endemismo, cioé della percentuale di specie animali e vegetali con una ristretta distribuzione geografica.  Molte di queste vivono solo nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden dove si sono evolute in parziale isolamento dal resto dell’Oceano Indiano dalla presenza di acque fredde lungo le coste dello Yemen meridionale e dell’Oman. Altre specie sono ristrette al solo Mar Rosso e sono riuscite a sopravvivere alla crisi di salinità dell’ultima glaciazione quando il livello degli oceani si abbassò anche di 130-150 metri rispetto al livello attuale, rallentando l’ingresso di acqua nel Mar Rosso che si trasformò in un lago iper-salino inadatto alla vita della normale fauna e flora marina tropicale. In alcuni punti però, come nelle foci dei fiumi o all’ingresso meridionale del Mar Rosso, la salinità era meno elevata e queste specie sopravvissero. Poi alla fine della glaciazione il livello degli oceani riprese a salire riportando 11.000 anni fa la salinità del Mar Rosso a livelli normali e ripopolandolo con tutte le specie tropicali che nel frattempo erano sopravvissute nel vicino Golfo di Aden.

 

 

COMPOSIZIONE DELLA QUOTA

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1euro= 1,15 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera é del 55% del prezzo del viaggio.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Il volo Milano Malpensa – Asmara con Egypt Air in classe economica
  • L’ assistenza negli aeroporti in Eritrea da parte del nostro corrispondente
  • La sistemazione nelle strutture ricettive sopra citate o equivalenti in camere standard e in tende igloo quando in campo tendato mobile standard
  • Il trattamento di prima colazione per tutto il tour eccetto alle isole Dahlak dove é prevista la pensione completa al campo. 
  • Materiale da campo e cuoco durante il soggiorno alle Dahlak
  • Le visite ed escursioni in microbus, jeep e barche a motore in Mar Rosso
  • Ingressi, tasse governative e percentuali di servizio
  • Autista locale parlante inglese, una guida locale per gruppo parlante italiano/inglese
  • Tour Leader dall’Italia al raggiungimento del minimo.

 

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Le bevande e l’acqua da bere ad esclusione delle Dahlak
  • Le mance e il facchinaggio (nè negli aeroporti nè negli hotel)
  • Tutti i pasti ad eccezione delle giornate alle Dahlak dove é prevista la pensione completa
  • Il visto d’ingresso in Eritrea
  • Sacco a pelo/sacco lenzuolo ed asciugamano
  • Le eventuali escursioni/attività facoltative e mance per balli, cerimonie, fotografie, …
  • Le eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza
  • Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge, …
  • Quanto non specificato nel programma

Scarica qui il programma di viaggio completo


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