05 05 2016 Autore Nome: Isabella Ibba Cognome: Ibba

Madagascar

Eccomi nuovamente a raccontarvi di un luogo che non smette mai di incantarmi, l’Africa. La sua gente, la sua anima e le sue meraviglie hanno un ritmo distante anni luce dal modo di vita europeo e l’unico modo per comprenderla è mescolarsi come vetrini in un caleidoscopio, nella sua ancestrale cultura, ammirandone disegni e colori.

Il Madagascar è come uno di questi vetrini. Quarta isola al mondo per superficie è chiamata anche “isola rossa” per il colore della sua terra. Antropologi e geologi ad oggi non sono ancora riusciti a stabilire con esattezza come si sia formata. Certo è che questa terra è profondamente diversa dall’ambiente africano: si passa dalla foresta pluviale al deserto, dagli altipiani alle isole tropicali con una flora e una fauna ricca di specie endemiche. Gli abitanti si chiamano Malgasci e si ritiene che i primi furono d’origine malese e polinesiana; successivamente si stabilirono arabi, indiani e cinesi, ma anche francesi e pirati d’ogni dove. Oggi il popolo malgascio si divide in 18 tribù.
La risorsa principale del paese è l’agricoltura, basata ancora su piccole aziende contadine, le cui produzioni sono destinate al consumo interno. L’isola vanta 95 % di specie animali e vegetali uniche al mondo, un ecosistema di grande valore naturalistico ed ecologico, patrimonio per tutta l’umanità.

I Parchi e le Riserve naturali sono di straordinaria bellezza, i veri scrigni di questa terra quasi incontaminata.

Il Parco di Ranomafana, costituito da colline coperte di foresta pluviale brulica letteralmente di animali. Si contano oltre 100 diverse specie di uccelli, di cui ben 68 endemiche, innumerevoli tipi di gechi, camaleonti e rane, oltre a ben 29 specie di mammiferi 12 dei quali sono lemuri. Sebbene l’interesse del parco sia costituito principalmente dalla fauna, la flora non è da meno; anche in questo caso sono ben 278 le differenti specie arboree, di cui ben 81 endemiche, e fra queste si contano numerose orchidee, felci, palme, muschi, bambù giganti. Una delle zone più belle e ricche di animali è quella che giunge al fiume Namorona, denominata Talatakely, in cui si può osservare il tipico ambiente tropicale della foresta pluviale del Madagascar.

Proseguendo ancora più a sud, il paesaggio comincia a cambiare e montagne spoglie dai colori incredibili, prendono il posto del verde lussureggiante; raggiungiamo il Parco Nazionale dell’Isalo. Dominato da un massiccio di arenaria, il parco è costituito da un alternarsi di spazi pianeggianti coperti da vegetazione con guglie di arenaria rossa scolpite dagli agenti atmosferici, con gole scoscese che racchiudono splendide oasi con piscine naturali. Naturelle è una di queste: insenatura con una piccola cascata che si getta in una piscina dal colore verde brillante contornata da una spiaggia incontaminata. Lo spettacolo è favoloso, un luogo davvero magico.

Il Parco Nazionale Andasibe, accessibile tutto l’anno, è conosciuto perché è l’habitat dell’Indri, il più grande dei lemuri, e molte altre specie di lemuri. Ma oltre ai parchi, e le splendide città, anche le coste hanno il loro fascino: le bianchissime spiagge del Madagascar sono punteggiate da sonnolenti villaggi di pescatori, e permettono veramente di rilassarsi e di avvicinarsi all’ospitale popolazione, conoscendone l’anima più autentica.
Antananarivo, la capitale, chiamata anche “la città dei mille guerrieri” è una delle più belle città africane, ricca di bellissimi edifici. Tra i più in vista il Palazzo della Regina o Rova, la cattedrale di Andohalo, il vecchio palazzo Presidenziale, la chiesa di Ambohimanono. Adagiata su 12 colline nell’altopiano dell’Imerina, le case alte e strette dei quartieri popolari, costruite in mattoni rossi con tetti e balconi in legno, danno alla città un’aria suggestiva e autentica. Come i suoi affollatissimi mercati, in cui è facile perdersi tra profumi e colori. Il più conosciuto è il Zoma o mercato del venerdì, ma c’è anche il mercato dei fiori vicino al Lago Anosy e altri piccoli mercati disseminati nelle varie viuzze della città.

Immersa in un dolce paesaggio collinare e circondata da una fitta foresta, Antsirabe è la cittadina abitata dalla popolazione della tribù Merina. Importante centro per il commercio di pietre preziose e minerali, è possibile visitare i laboratori dove le pietre vengono tagliate e lavorate. A nord della cattedrale, nei pressi dell’elegante quartiere francese, ogni sabato si svolge il mercato di Asabotsy.

Ambositra, abitata dall’etnia degli Zafimaniry, popolazione di origine indonesiana è nota invece per la lavorazione del legno e la manifattura dei mobili. Le botteghe degli artigiani intagliatori sono una delle cose interessanti da vedere. Le Palais invece è un punto panoramico da cui si gode una bella veduta sull’altopiano, caratterizzato dalle coltivazioni a terrazza sui fianchi delle montagne, che si estende fino al piccolo villaggio di Ranomafana, letteralmente “acqua calda”, base di partenza per le escursioni nell’omonimo Parco Nazionale di Ranomafana, una delle meraviglie naturalistiche del Madagascar.

Ma ciò che realmente rimane nella memoria di chi viene in Madagascar è senza alcun dubbio il profumo inconfondibile di questa terra, il dolce aroma della vaniglia che trasportato dal vento si disperde tra altipiani e foreste. Non resta che partire!!

By Isabella Ibba

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